INVENTARIO #008
Una newsletter di scrittura e altro (Milano, un podcast e, ovviamente, Buzzati!)
âđ» - RACCONTANDO
Onestamente: trascurate Milano
evitatela nei viaggi dâistruzione
nei viaggi di nozze e nei viaggi dâamore
(i quali sono tutta unâaltra cosa)
né verde né colli né mare né bosco né fiume
una cittĂ veramente schifosa.
Pure fra queste desolate mura
si Ăš verificata la vita mia.
Brutta fumigosa presuntuosa cafona
meravigliosa, come negarlo?
Smog smog smog, perĂČ
vita, coi suoi fetidi detriti, perĂČ vita
voglia impeto acre fanfara
che ogni mattina ruggisce
Ă lâinizio di una poesia di Dino Buzzati. Si intitola Peste e corna, lieve incidente in via. Si trova nella presentazione di un libro fotografico, Milano, di Giulia Pirelli e Carlo Orsi (Alfieri Editori, Milano 1965).
Fino a qualche anno fa era possibile leggerla soltanto tra le pagine del volume delle Opere scelte dedicato a Dino Buzzati (âI Meridianiâ, Mondadori, Milano 1998). Da qualche giorno, invece, la potete trovare anche in Scusi, da che parte per Piazza del Duomo?, unâantologia di scritti su Milano.
Per le persone appassionate dellâautore de Il deserto dei tartari si tratta di un volume imperdibile. Per la vastitĂ degli argomenti presentati (Amarcord, Campisanti, Costume, Duomo, âFantasticaâ Milano, Fiera campionaria, Futuro, Grattacieli, Inquinamento (non solo atmosferico), Locali e ritrovi, Mostre e musei, Navigli, Periferia, Personaggi, Primavera-Estate, Storia, Teatri, ViabilitĂ e ordine pubblico, Vie e piazze).
Per la bellezza sognante di certi articoli-racconti (Come tutta la cittadinanza milanese ha assistito al proprio âsterminioâ, Le ragazze inseguite dai lupi vogliono trovare qui la pace, Ferragosto coi marziani, Visita con tradimento a una mostra di francobolli, Lâincompetente alla Fiera ha modo di consolarsi). Per il fatto che allâinterno del volume sia presente una mappa:
Si tratta di una mappa realizzata nel 2006 in occasione del centenario della nascita di Buzzati dallâartista Michele Tranquillini. (In formato digitale, la potete trovare qui.) I testi che la corredano, scelti e redatti da Lorenzo ViganĂČ, sottolineano alcune curiositĂ e fatti poco noti dello scrittore bellunese.
Per esempio: in Piazza Diaz câera (e câĂš ancora) il Nephenta, il night club dove Buzzati metteva in mostra le sue abilitĂ di ballerino di cha cha cha e twist; in via Gaetano Negri, fissando lo sguardo allâinterno di un cortile, «grigio, dâinverno, con le finestre tutte uguali, smerigliate, un classico cortile disadorno e tristissimo di Milano [âŠ]» a Buzzati viene in mente «la storia di una clinica in cui dallâultimo piano in giĂč i malati sono distribuiti secondo la loro gravità »; in Via Amedei câera (e câĂš ancora) Alla collina pistoiese, il ristorante preferito (di cucina toscana) di Buzzati dove incontrĂČ per la prima volta la ragazza che (alla morte della madre di lui) sarebbe diventata sua moglie, Almerina Antoniazzi.
Tra strade e viali, scorciatoie e piazze, indirizzi e palazzi rigorosamente reali, Ăš presente anche, segnalato da un tratteggio evanescente, quello che non câĂš, quello che non esiste, quello che non puĂČ esistere. Ma con Buzzati lo sapete come va a finire⊠Tra via Solferino e largo La Foppa câĂš un collegamento con una via, via Saterna, cosĂŹ descritta:
«Una strada dove di notte nessuno ama passare. Si dice che si incontrano certi tipi! Strano, direi, in un posto cosÏ centrale!»
ChissĂ dove porta.
Il resto della storia, se vi interessa â se vi ha stregato â lo potete leggere quiâŠ
đž - FOTOGRAFANDO
La storia di questa foto â e di quelle che verranno â la trovate qui.
đ§ - ASCOLTANDO
Concludo questo 2025 segnalando un podcast. Si tratta de «I nomi» di Don DeLillo. La meraviglia caduta del mondo di Federico Platania, scrittore, nonchĂ© ideatore del sito samuelbeckett.it â punto di riferimento italiano per le persone appassionate del Premio Nobel irlandese autore di Aspettando Godot, Malone muore, Finale di partitaâŠ
«I nomi» di Don DeLillo Ăš un podcast dedicato interamente al settimo romanzo di Don DeLillo, lâultima opera prima della sua produzione maggiore: Rumore bianco, Libra, Mao II, Underworld⊠Grazie a riflessioni, approfondimenti, ipotesi (logicamente paranoiche) e interviste â compaiono le voci di Mauro Covacich, Federica Aceto, Vanni Santoni, Mario Capello, Francesco Longo e Amalia Pistilli â Federico Platania tenta di decifrare il codice di quello che non esita a considerare uno dei suoi romanzi preferiti.
A dirla tutta, anchâio vivo una misteriosa fascinazione nei confronti de I nomi. Sono anche una di quelle persone (poche, credo) che possiedono la prima edizione, pubblicata dallâeditore Tullio Pironti nel 1990. Se non ricordo male, la acquistai proprio a Napoli, in Piazza Dante, dando unâocchiata alle vetrine della libreria.
Ascoltando il podcast ho scoperto che lâanno prossimo uscirĂ una nuova edizione, sempre per i tipi di Einaudi. Con una nuova traduzione. Un poâ come Ăš successo per Rumore bianco, un poâ di tempo fa: prima traduzione: Mario Biondi, seconda traduzione: Federica Aceto.)
đ - AGGIORNANDO
PRESENTAZIONI
MercoledĂŹ 28 gennaio, alle 11:00, sarĂ un piacere discorrere nuovamente intorno al mio romanzo, Lâestate del diorama (Edizioni Piuma). La storia di Teo e Sofia, e dei fantasmi che li hanno perseguitati (e che seguitano a perseguitarli, evidentemente), Ăš stata considerata meritevole di entrare a far parte del programma culturale che ogni anno il Circolo dei lettori offre, donando copie e contenuti, alle scuole. (In questo caso: III Secondaria di I grado e I Secondaria di II grado.) Non potrei essere piĂč felice. Non potrei essere piĂč grato. I posti per lâincontro, limitati e assegnati fino a esaurimento, stanno per esaurirsi. Per info, scrivete pure qui.
CORSI
Scrivere Ăš riscrivere Ăš il percorso sulla scrittura, ma soprattutto sulla riscrittura, di un racconto (oppure di un romanzo), che da diversi anni, oramai, conduco per conto della Scuola Holden. Questa edizione (lâottava) si terrĂ da gennaio a marzo. Le lezioni sono registrate. Ci sarĂ una sessione di editing personalizzata. Lâultimo incontro, invece, avverrĂ in presenza. E sapete una cosa? Non sarebbe male iniziare il 2026 con un proposito di scrittura. Parlo per esperienzaâŠ
GRUPPI di LETTURA
Terzo appuntamento del nuovo anno accademico per Il tempo ritrovato, il gruppo di lettura OVER65 che conduco nellâufficio di Fronte del Borgo della Scuola Holden. Dopo Lâanniversario di Andrea Bajani (Premio Strega 2025), Mia nonna e il Conte di Emanuele Trevi (Solferino Libri) e Carissimo dottor Jung (Neri Pozza) di Sandra Petrignani, nel mese di gennaio, per la precisione sabato 17, dalle 16:00 alle 18:00, chiacchiereremo dentro e intorno a Adriatica di Massimo Gezzi (Feltrinelli), primo romanzo dellâautore marchigiano dopo la raccolta di racconti Le stelle vicine (Bollati Boringhieri). Per qualsiasi dubbio, informazione, perplessitĂ , trovate tutte le informazioni qui!
đđ» - SALUTANDO
E se poi venisse davvero?
Se a quellâora precisa
mentre la nebbia oppure la pioggia nera
oppure comunque le caligini il fetido lâincubo nero
della notte sopra la pianura dellâumiditĂ e dellâespansione economica
lâarcipelago delle luminarie
sempre piĂč denso verso il centro
specialmente i cinema i bar le stazioni di servizio
e poi nel cuore della cittĂ
la massima concentrazione di luci
di lusso di soldi di gioia di vizio
se nei palazzi cascine falansteri
attraverso le illusioni e i misteri,
lui davvero venisse?
Che scherzo pericoloso, eh?
Per i saluti, e gli auguri di buone feste e di felice anno nuovo, ho pensato di rileggere insieme a voi i primi versi di una poesia Dino Buzzati. (Ancora Buzzati? Certo!) Si intitola: Che scherzo! E la potete trovare ne Il panettone non bastĂČ. Scritti, racconti e fiabe natalizie (Mondadori), sempre a cura di Lorenzo ViganĂČ, il quale, nella bella introduzione, fa bene a ricordare:
«Dino Buzzati non festeggiava il Natale. Non faceva lâalbero, nĂ© tantomeno il presepio. Fino alla morte della madre, scomparsa nel 1961, la sera del 25 dicembre la passava da lei, insieme con i fratelli (Augusto e Adriano) e la sorella Nina. In qualsiasi posto del mondo si trovassero, arrivavano lĂŹ, per il classico cenone e lo scambio dei doni. Ma i regali erano riservati ai nipoti: Buzzati adulto non capiva (e non amava) quel rito con tutto ciĂČ che comportava. Nei ricordi della moglie Almerina non ci sono pacchettini da dare e ricevere sotto lâalbero, nĂ© a Milano nĂ© a Cortina, dove giĂ scappavano il giorno di Santo Stefano per un poâ di riposo.»
Ma ci pensate?
Che scherzo sarebbe!
Se venisse! Se davvero venisseâŠ








