INVENTARIO #010
Una newsletter di scrittura e altro (un'analisi, qualche lista e il gruppo di lettura)
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È dall’inizio di quest’anno che cerco di portare avanti un piano di lettura doppio. Su una pagina della mia agenda ho stilato un elenco di romanzi e raccolte di racconti per soddisfare una mia vecchia ambizione: colmare il maggior numero di lacune letterarie. Su un’altra pagina segno e provo a tenere il passo con le uscite editoriali più recenti. E più interessanti. Almeno secondo me.
Per esempio.
Il nuovo libro di Giorgio Falco, “Di ora in ora” (Einaudi); il nuovo libro di Veronica Raimo, “Non scrivere di me” (Einaudi) [contemporaneo, quasi, all’ultimo libro del fratello Cristian, L’invenzione del colore (La nave di Teseo)], il nuovo libro di Roberto Cotroneo, “Umberto” (La nave di Teseo), il nuovo libro di Leonardo Colombati, “Non vi sarà più notte”, (Mondadori), il nuovo romanzo di Francesco Pecoraro, “La fine del mondo” (Ponte alle grazie).
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Da due anni ci sono delle persone che, bontà loro, partecipano a Il tempo ritrovato, il gruppo di lettura che organizzo per conto dell’ufficio di Fronte del Borgo della Scuola Holden. L’idea, piuttosto semplice, è quella di trascorrere un po’ di tempo insieme, e raccontare non tanto un certo libro quanto le emozioni che durante la lettura questo certo libro ci ha fatto provare. (Se siamo stati fortunati.) E ragionare, anche, sul modo in cui un certo autore oppure una certa autrice è riuscito oppure è riuscita così come non è riuscito oppure non è riuscita a farci provare queste emozioni.
Quello del 21 febbraio, però, è stato un incontro più intenso del solito.
I volti delle persone partecipanti erano incerti. Il racconto delle loro emozioni impacciato. Come mai? Manifestata questa mia perplessità, dopo un po’ hanno ammesso che buona parte dei romanzi che propongo, loro, ecco: non la capiscono — nonostante io abbia spiegato più e più volte che i romanzi non si devono capire; i romanzi, tutt’al più, si devono godere. O meglio, hanno precisato: non li capiscono fino al momento in cui io non glieli spiego — ma, vi prego di credermi: io non spiego e non ho mai spiegato niente. (Del resto: come si spiega un romanzo? Voi lo sapete? Io no.) Cos’è che faccio, allora? Insieme a chi ha il piacere di stare ad ascoltarmi, azzardo qualche tentativo di interpretazione. E provo a raccontare, a mettere su un piano razionale, una certa emozione che ho provato e in quale punto della storia l’ho provata. E perché l’ho provata. (Più o meno.) (Forse.)
Per le persone che partecipano a Il tempo ritrovato, a quanto pare, sono una sorta di guida turistica che li accompagna attraverso le stanze di un museo di arte contemporanea. Si tratta di una considerazione che, in teoria, dovrebbe incrementare il mio orgoglio. Mi preoccupa, invece, il fatto che queste persone, che, lo ripeto: si dichiarano interessate alla lettura, mettano la maggior parte dei romanzi che propongo (di autrici e autori italiani contemporanei) sullo stesso piano di certe opere d’arte contemporanea.
Sarà che prendo troppi appunti?

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Ho ricominciato a leggere fumetti.
E a scriverne, anche.
La critica, inesistente, o meglio: trascurabile per quanto riguarda i romanzi, continua a trattare il mondo delle nuvole parlanti con superficialità. Quando va bene. A ignorarlo quando va male. Non penso ad opere come “Ombre di famiglia” di Tessa Hulls, che ha vinto meritatamente il Pulitzer, bensì a lavori di artiste e artisti italiani come: “Per aspera ad astra” di Lorenzo Fonda, “Animali domestici” di Bianca Bagnarelli, “Bestie in fuga” di Daniele Kong, “La magnifica illusione. New York 1938” di Alessandro Tota, “Lo schermo bianco” di Enrico Pinto, “Pamma” di Rambo Pavone, “Numbers” di Igort, “L’ombra non è mai così lontana” di Leila Marzocchi.
Senza tralasciare i lavori eccellenti di autori cresciuti nella serialità (in particolare: Bonelli) come Paolo Bacilieri – il suo “secondo” Scerbanenco, “Traditori di tutti”, è formidabile – oppure Alessandro Bilotta, con la serie “Eternity”, giunta al settimo volume. Se penso anche soltanto a una manciata di tavole presenti in alcuni di questi lavori, l’attenzione, anzi: il plauso incondizionato che sempre più spesso la critica letteraria rivolge nei confronti di certi romanzi italiani (a partire dal mio, ehm, ci mancherebbe…) mi appare una faccenda sempre più ingiustificata.
Qui e qui, sulle pagine della rivista CARMILLA, trovate la prima e la seconda parte di un mio tentativo di analisi di FINAL CUT, l’ultima opera del fumettista americano Charles Burns.
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La storia di questa foto – e di quelle che verranno – la trovate qui.
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SCUOLA HOLDEN
Febbraio è stato il mese della ripresa di tanti laboratori. Presso la sede centrale del Liceo GF Porporato di Pinerolo ho tenuto il corso: “Io, mostro” – un ciclo di tre lezioni durante le quali ho avuto il privilegio di accompagnare un eterogeneo gruppo di studentesse e studenti in un percorso di lettura e scrittura che partiva dall’approfondimento di alcune figure mostruose classiche letterarie per poi raggiungere un’elaborazione il più possibile personale. Lavorare con le classi è sempre un’avventura incredibilmente stimolante e arricchente che mi auguro di poter ripetere quanto prima.
MERENDE SELVAGGE
Sabato 21 marzo, presso il Circolo dei lettori di Torino si terrà la Merenda Selvaggia… delle Avventure di Peluche! Insieme a bambine e bambini tra i sei e i dieci anni, Domitilla Pirro e io faremo il pieno di parole e illustrazioni, senza dimenticare, mai!, il PATAFIX, grazie a un mirabilante terzetto di storie: Winnie The Pooh di A.A. Milne, Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak e Il Gruffalò di Julia Donaldson!
LEGGERMENTE
Si chiama così un bel progetto che promuove la lettura nelle scuole attraverso l’incontro tra autori e autrici contemporanei e diverse classi delle scuole superiori di Torino. Ebbene: uno di questi autori sono stato io. Durante la giornata di mercoledì 25 febbraio, presso l’Istituto Istruzione Superiore Santorre Di Santarosa, ho risposto a un bel po’ di domande a proposito – ancora una volta, per fortuna – della storia di Teo e Sofia che ho narrato ne L’estate del diorama (Edizioni Piuma).
PRESENTAZIONI
Nella giornata di venerdì, 27 febbraio, presso la BAMP!, la Biblioteca Alfonso Mandelli di Pagnano, una frazione del comune di Merate, in provincia di Lecco, Domitilla Pirro e il sottoscritto hanno tenuto un incontro (splendido!) intitolato Genitori si diventa! assieme a un pubblico entusiasta e allegro formato da mini-umane e da mini-umani, e persone adulte, a proposito di un tema importantissimo come quello dell’educazione affettiva. Si partiva dal primo capitolo di Amalia Ingannasorte (Edizioni Piuma) e a un certo punto: BOOM!, c’è stato un grosso, grosso, grosso, grosso, grosso spoiler in vista del secondo…
Ed eccoci qui. È il momento dei saluti. Febbraio è arrivato. Febbraio se n’è andato. Cose terribili sono accadute. Cose meravigliose sono accadute. Rendersene conto è una salvezza. Forse. Ci si rilegge, se vi va, martedì 31 marzo. Ciao!


